PINOCCHIO

Illustrazioni per il volume “LE AVVENTURE DI PINOCCHIO” Edizioni Odradek 2002

Aveva fame, c’era solo un uovo, tentò di farsi una frittata ma gli volò dalla finestra; aveva freddo, si addormentò con i piedi sul caldino, la mattina si svegliò senza piedi….bruciati; andò a vedere il teatrino dei burattini, creò scompiglio e per poco Mangiafoco non lo usò come legna da ardere; raggirato dal Gatto e la Volpe, derubato, impiccato ad un albero dagli assassini, aggredito dall’orribile serpente, preso nella tagliola e costretto a fare la notte il cane da guardia ad un pollaio, arrestato, impanato e quasi fritto in padella, trasformato in ciuco, comprato dal direttore di una compagnia di pagliacci per farne attrazione da circo, azzoppato, rivenduto a un tale che voleva farne pelle da tamburo, mangiato dal pescecane, risputato……
Basta, per carità!
Cosa avrà fatto mai il povero Pinocchio per meritarsi tutto questo? Disubbidì al babbo, disse bugie, marinò la scuola! E poi?
Ma è gravissimo! E in fin dei conti è sopravvissuto e la durissima lezione è servita a fargli capire come ci si comporta, cosa è il bene e il male. Si è riscattato. Alla fine ha perso il suo aspetto di burattino, l’ingenuità, la freschezza, la fantasia, la possibilità di sbagliare, la curiosità, la febbre di vivere, e di giocare. Ma, soprattutto, ha finalmente perso la sua unicità, la sua preziosissima diversità ed è diventato un bambino “normale”. Un apprezzato e omologato membro della Società.
E vissero tutti felici e contenti:
Tutti…tranne Pinocchio che grida a gran voce: “VOGLIO TORNARE BURATTINO!!!”

Laura Montelli

Le Avventure di Pinocchio – Copertina distesa

Le Aventure di Pinocchio – Copertina – Volume formato 24x34cm pagg. 176 Odradek Edizioni anno 2002

Tre Fatine – trittico

Pinocchio

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Geppetto e il Tonno

Il Teatrino di Mangiafoco

Il Serpente dagli occhi rossi

Il tuffo in mare

In acqua liberato dalla pelle di asino

Pinocchio, il Gatto e la Volpe

Un ricordo graffiante di legno e di china

di Vauro

Sarà che sono nato a Pistoia, a pochi chilometri da Collodi, paese natale di Lorenzini, l’inventore di Pinocchio, che sono cresciuto appunto a pane e Pinocchio. Pinocchio inchiodato, è il caso di dirlo visto che si tratta di un burattino di legno, ai ricordi d’infanzia. Un Pinocchio sogno ma anche incubo, con gli assassini, il serpente di fuoco e il pescecane. Un Pinocchio che, nelle intenzioni del suo autore, sarebbe dovuto finire morto impiccato. Solo le lettere indignate e commosse che i lettori del giornale, dove la prima versione di Pinocchio usciva a puntate, scrissero al direttore fecero sì che, con autorevoli pressioni, quest’ultimo costringesse Lorenzini a continuare la storia fino all’obbligatorio lieto fine. Forse proprio quel lieto fine coatto ha aperto poi la porta a una serie di Pinocchi fasulli e perbenisti, da quello sdolcinato di Disney a quello ruffiano di Benigni. Quando mi è stato chiesto di recensire il libro Le avventure di Pinocchio illustrato da Giancarlo Montelli per i tipi della Odradek la mia prima reazione di cresciuto a pane e Pinocchio è stata quella di dire «no, grazie, non voglio fare indigestione, amo troppo Pinocchio per rischiare di farmelo venire a nausea». Poi però anche solo guardandone la copertina, dove Montelli disegna un Pinocchio dagli occhi stravolti, quasi strangolato da un carabiniere legnoso più del burattino, ho riconosciuto in quei tratti graffiati il Pinocchio inchiodato della mia infanzia e mi sono tuffato nel libro, nei grandi disegni che accompagnano per tutte le pagine le parole di Collodi e le ho riconosciute piene come sono di espressioni toscane, con un Mastro Ciliegia «trasfigurito» o un Pinocchio che alla prospettiva di moltiplicare i suoi zecchini d’oro balla «d’allegrezza». D’altronde al tempo in cui Lorenzini scriveva si pensava che il toscano fosse l’anima dell’italiano, non come oggi l’inglese rimasticato in Usa. Incredibile come quelle parole antiche calzino a pennello sui disegni modernissimi di Montelli, i tratti di china, come venature del legno sul corpo del burattino, ci raccontano insieme alla sua magia la sofferenza di quel pezzo di legno condannato a vivere, ed eccolo lì, il burattino, animato come non mai scalciare al vento quando è impiccato all’albero o con le gambe monche bruciate dalla brace dello scaldino come strappate da una mina e poi con nuove gambe di legno correre ancora per tutte le pagine del libro a riaffermare con prepotenza il suo diritto a essere vivo, anche se di legno. Non si ferma mai il burattino Pinocchio nei disegni di Montelli, fermi sembrano invece gli altri personaggi, fissi nella loro fissazione di normalizzare quella sfida alla banalità e al conformismo che la marionetta rappresenta senza nemmeno saperlo. Si fermerà Pinocchio, solo nell’ultima pagina dove Montelli lo disegna nell’atto doloroso di trasformarsi non tanto in un «ragaz- zino per bene» quanto in un uomo con il volto e i nervi già segnati dalla violenza di un’infanzia perduta o mai avuta. E il burattino? «Eccolo là – rispose Geppetto – e gli accennò un grosso burattino appoggiato a una seggiola, col capo girato su una parte, con le braccia ciondoloni…» Collodi alla fine riuscì a uccidere Pinocchio a dispetto del suo direttore e dei suoi lettori e oggi Montelli disegnandolo come lo ha disegnato in questo libro ne raccoglie il corpo, narrandoci ancora la storia vera di questo piccolo Cristo di legno costretto a morire per farsi uomo.

Pinocchio a catena fa la guardia

Morto dopo l’impiccagione

Pinocchio e il Grillo Parlante

Due Fatine

Pinocchio si trasforma in uomo

Ricostruzione dei piedi bruciati

Il Pescatore Verde

Pinocchio con le orecchie di asino nel Paese dei Balocchi

Pinocchio asino gettato in acqua

Pinocchio e la Fata

Pezzi che si muovono

Il Pescecane e la Fata capra

Il pescecane

Nascita di Pinocchio

Il manifesto del Circo

Mangiafoco, Pinocchio e le Marionette

La morte di Pinocchio

La Grande Quercia

Pinocchio impiccato

Il mondo di Pinocchio

Gendarmi marionette

L’Hosteria del Gambero Rosso

La Fata, Pinocchio e la Lumaca

Il Carretto del Paese dei Balocchi

Il Domatore del Circo e Pinocchio asino

La crescita del naso

Pinocchio – Ciuchino piange

I Carabinieri catturano Pinocchio

PINOCCHIO IN TIPOGRAFIA con Claudio Del Bello e Stefano Infusi

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