I MITI

All’inseguimento del mito.

Da quello dei grandi antichi eroi che sono all’origine del mondo, gli dèi greci, Ercole, Giasone, ai miti della letteratura, l’astuto Ulisse, Don Chisciotte, romantico cavalierperdente, Pinocchio, gran bugiardo per salvare se stesso, Orlando e Rinaldo, eroi del ciclo carolingio e pupi siciliani del teatro delle marionette, fino ai miti moderni, i grandi personaggi del cinema, della storia, della letteratura, della politica, della musica. All’inseguimento del mito, ma sempre con un filo d’Arianna che consente il ritorno, la smitizzazione e anche, perchè no, lo sberleffo, scoprendo la fragilità che si nasconde dentro l’eccezione, il tallone d’Achille nell invulnerabilità, l’umanità dentro la superumanità. Senza togliere nulla allo stupore e all’ammirazione di fronte alla grandezza delle opere, delle imprese, della genialità. Nel bene e nel male. E con la convinzione che come le vicende umane si ripetono sempre uguali ma al contempo sempre diverse così nei grandi personaggi che si ripropongono nel tempo ritroviamo delle strane somiglianze. Toh, questo mi sembra proprio…

Mazzo di carte realizzato usando le immagini dei “MITI”

 

Zeus e Europa. Gli amori di Zeus.

Miti
26 foto

 

 

Athena

La Regina delle Amazzoni

Marfisa

Il Cavaliere Inesistente

FEDERICO BARBAROSSA e la leggenda del Re sotto la Montagna o dell’Eroe Dormiente

«Se l’aquila vola portatemi il destriero, e se per i monti udite i corni risuonare portatemi la spada, è tempo di tornare» recitava una canzone dedicata a Federico Barbarossa e alla leggenda del Re sotto la Montagna. Secondo questa leggenda Federico Barbarossa non sarebbe mai morto, ma riposerebbe nelle profondità dei monti di Kyffhäuser in Turingia. Accanto a lui, dormienti, ci sarebbero anche i suoi cavalieri più coraggiosi e fedeli. La leggenda, ripresa anche in un racconto dei fratelli Grimm, narra che Federico sia pronto a risvegliarsi nel caso in cui la Germania e l’Europa vengano minacciate da nemici esterni. Egli è un guardiano ancestrale, in attesa di uscire dalla montagna per salvare il suo popolo. Deve però accadere che un pastore, alla ricerca di alcune capre disperse, entri nella caverna ed incontri l’Eroe, la cui figura è sempre fornita di una lunga barba rossa, segno del tempo passato. Il Re chiede al pastore: “Le aquile volano ancora in cerchio attorno alla montagna?”. Se la risposta è affermativa, il pastore viene mandato via perché non è ancora giunta l’ora di svegliarsi. Ma se la risposta dovesse essere negativa, quello sarebbe il segnale che l’imperatore ha atteso per secoli. Infatti se le aquile smettono di volare sulla montagna, allora l’Europa è minacciata e i cavalieri dormienti devono destarsi per andare a proteggerla. Dopo l’incontro con l’Eroe, qualunque sia l’esito, al pastore accadono eventi strani o soprannaturali. Prova strane sensazioni, quasi come se si trovasse in un tempo diverso da quello terreno, come se fosse in un’altra dimensione.

Lo Gnomo del Fuoco

Il Giullare

Il Cavallo di Troja con i tredici Eroi

Achille

Re Artù

Riccardo Cuor Di Leone

Re Mida

Capitano d’Avventura per “Arte & Cronaca”

Caccia alla Balena

Barbablù 1

Barbablù 2

La Spada nella Roccia

Il Vello D’Oro

Il Vello d’Oro – bozzetto

PANDORA E IL SUO VASO
Arrampicandoci sull’Olimpo troviamo il dono che Giove fa agli uomini. Kronos, il titano, figlio di Gea (la Terra) e di Urano (il Cielo), fabbrica il primo uomo impastandolo con la terra e la pioggia, gli infonde l’astuzia, la timidezza, la forza, la fierezza e l’ambizione e lo anima col fuoco divino. Ma il fuoco divino sarebbe dovuto restare privilegio degli dei. Prometeo, un titano amico dell’umanità, ruba il fuoco agli dei per darlo agli uomini e subisce la punizione di Zeus che lo incatena sul Caucaso, con una colonna infilata nel corpo, condannandolo a vedersi divorare il fegato da un aquila. Ogni notte il fegato ricresceva sicché il supplizio non aveva termine. Non soddisfatto agli uomini invia un dono infido: la prima donna, Pandora (che significa Dono), plasmata dalla terra simile a una vergine casta. Athena la adorna, le Grazie le regalano monili, le Ore la incoronano con fiori e, per volere di Zeus, Ermes le pone nel cuore menzogne, scaltre lusinghe e indole astuta. A lei è affidato il compito di portare nel mondo infinite sofferenze. Infatti Pandora reca con sé un orcio regalatole da Zeus, che però non deve aprirlo mai. Naturalmente, spinta dalla curiosità, Pandora disobbedisce, scoperchia il vaso e da esso escono tutti i mali che si avventano furiosi sull’umanità: la vecchiaia, la gelosia, la malattia, il dolore, la pazzia ed il vizio. Sul fondo del vaso rimane solo la speranza. Prima di questo momento gli uomini maschi erano liberi da mali, fatiche o preoccupazioni di sorta e erano anche, come gli dei, immortali. Dopo l’apertura del vaso, per colpa di Pandora, il mondo diviene un luogo desolato, cupo ed inospitale, fino a quando la donna apre nuovamente il vaso e permette anche alla speranza di liberarsi.

Il Vaso di Pandora

Ulisse – Meglio la Maglia

Ulisse – illustrazione digitale

Madre Natura 1

Madre Natura 2



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