LA QUADRIGLIA DELLA STORIA

Erano gli anni dal 1975 al 1982. Mentre preparavo per le Rai 2 la sigla del programma per ragazzi “Il Pomeriggio” per la regia di Enzo Balboni, realizzavo moltissime tavole (qui solo 11) per accompagnare i versi che il poeta Vito Riviello stava componendo per un surreale poema storico. La particolare fuori da un collage di versi presi da tutti i poemi epici, poesie, odi e altro dei più grandi poeti italiani.

LE HISTORIE DI GIANCARLO MONTELLI

”La quadriglia nella storia è una baldoria”. E’ un verso per le opere di Giancarlo Montelli ed è anche un titolo che riassume il suo incantato e burlesco mondo pittorico. Gruppi di famiglia, fantasmi d’antenati scendono dagli scanni medioevali per una marcia ”longa” che arriva fino ai rarefatti negozi del moderno consumismo. Passano le stanze ”metafisiche” dell’Italia, i suoi corridoi, gli antri ”obscuri” dell’inconscio contadino. A passo di danza, tarantella e quadriglia, come se giocassero, in una confusione idealistica di classi, il frate con la donna, l’aratore con il duca, appena scesi da un ”dagherrotipo” da comò e dalla oleografia di famiglia dove il penato è imperatore di casa. Vengono liberati cinicamente dal ritratto di famiglia per un attimo, quanto basta per spostarli in combinazioni nuove e tenerli avvinghiati come complici di tutti i misfatti, da Custoza a Lissa da Caporetto a Giarabub. E risalgono stupiti e sconfitti dalla Controriforma, tramortiti dalla Inquisizione, feriti a morte dagli Unni. Hanno fra di loro una fasulla solidarietà interclassista di avanti il socialismo, vivono nel sogno delle Imprese Nazionali, sono illustrati dal Carroccio e dalla battaglia di Legnano. Mentre danzano con scioltezza paraproletaria ascoltano i versi sciovinisti di Giosuè Carducci. Nei loro balli di profilo mimano fughe dalla peste di Milano e fingono pietà manzoniane, assumono la prolissa compostezza di chi legge le pagine di Cesare Beccaria, mimano perfino, di faccia, le scene del Palizzi. Questa impostura della storia viene sottolineata da Giancarlo Montelli con arguzia e divertita ironia e anche con un cenno di monitoria saggezza. La felicità espressiva con cui tutto questo viene rappresentato sembra nascere dalla sapiente conoscenza dell’artista dell’uso dei ”mass-media”. Una conoscenza del ”movimento” cinetico cha da una parte permette la fantasmagorica e satirica manipolazione di ”gruppi di famiglia” e dall’altra avverte sulle mai sconfitte possibilità che la fantasia ha nei confronti della ”piroetta” tecnica. Un modo chiaro per dire ho domato la tecnica, la mia macchina. Avendo tali mezzi Giancarlo Montelli punta anche alla sottigliezza, al dato surreale soprattutto per esorcizzare ogni velleità di moralismo. All’ultima pagina del suo ”romanzo” grafico d’appendice e d’illusione non v’è scritta la parola fine ma continua, tra un capitolo e l’altro gli intervalli sono rappresentati da piumaggi umani o animali, da manichini che ripropongono con cattiveria la prosecuzione della sarabanda.

Vito Riviello 1975 (Prefazione al catalogo di una mostra alla galleria “La Balestra” di Roma sulle prime immagini per il poema “LA QUADRIGLIA DELLA STORIA E’ UNA BALDORIA”

 

Le Crociate

Capitano d’Avventura

Le donne lagrimose e’l volgo inerme…

La storia in fondo al mare

 

 

Era una notte di Lunanera

La Conquista dell’America

Triassico

Perennemente su un palcoscenico

 

La conquista della Luna

Illustratore lui, Illustratrice Lei

Miseria e Nobiltà

Gentildonne e Gentiluomini

Il Cartiglio Maggiore



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